Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze
L’economia italiana rallenta, per Visco servono riforme

L’economia italiana rallenta, per Visco servono riforme

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Sull’economia italiana, per il biennio 2020-21, pesano fattori di rischio rilevanti, sia di origine endogena che esogena.

Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze

Ad affermarlo, nel corso del 25° Congresso Assiom Forex, è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che, nel commentare l’attuale situazione economica del Paese, ha chiesto riforme strutturali e investimenti.

Economia italiana, per Visco c’è incertezza nel prossimo biennio

A pesare sull’andamento della nostra economia, oltre ai problemi internazionali dovuti alla Brexit e alla Guerra commerciale Usa – Cina, ci sarebbero anche le ataviche debolezze interne:

“l’incertezza sulla crescita, l’orientamento delle politiche di bilancio e la ripresa di un percorso credibile di riduzione del peso del debito pubblico”.

Dopo le stime al ribasso del Pil, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco è tornato a lanciare l’allarme e ha chiesto di puntare su investimenti che possano ridare nuova linfa all’economia.

In mancanza di risultati consistenti sul piano strutturale, ovvero senza riforme valide, quelli che a

“livello internazionale sono rallentamenti di natura congiunturale, da noi tenderanno a trasformarsi in un ristagno o in un calo dell’attività produttiva”,

ha profetizzato, ponendo un freno agli entusiasmi del governo giallo – verde che, solo qualche giorno fa, aveva parlato di anno bellissimo.

L’effetto negativo sulla domanda interna e sullo spread è stato acutizzato anche dalla trattativa, non sempre semplice, con l’Ue sulla legge di bilancio 2019.

“L’accordo con la Commissione è stato raggiunto per quest’anno, ma per il 2020 – 21 restano da definire numerosi aspetti, specialmente il futuro delle cosiddette clausole di salvaguardia”,

ha detto Visco, facendo riferimento agli aumenti Iva posti a garanzia dall’Italia, pari a 23 miliardi di entrate per il 2020 e di 29 miliardi per il 2021. Aumenti che l’esecutivo Conte punta a eliminare.

Anche se, dal mese di novembre a oggi, lo spread è diminuito di circa 80 punti base, il premio per il rischio sulle obbligazioni pubbliche italiane, pari a 250 punti base nella media di questa settimana, resta ancora troppo elevato

“circa il doppio rispetto ai valori medi dei primi quattro mesi dello scorso anno”,

ha commentato Visco che ha anche ricordato la ricetta per rilanciare l’economia e contrastare le spinte recessive.

Secondo il governatore sarà necessario realizzare, con rapidità ed efficienza, gli investimenti pubblici, complementari a quelli privati, ma non si dovranno perdere di vista gli equilibri di bilancio e la riduzione del debito. Per Visco

“devono continuare a rivestire un ruolo centrale nell’azione di politica economica interventi volti a rafforzare e modernizzare la struttura produttiva, a renderla più dinamica e in grado di creare maggiori opportunità di lavoro”.

Il governatore – nel corso del suo intervento – non ha neanche tralasciato il settore bancario, ricordando come sia migliorata nel tempo la qualità del credito.
Per il numero uno di Bankitalia è tuttavia necessario, per le banche italiane, proseguire sulla

“strada del rafforzamento dei bilanci e del recupero di adeguati livelli di efficienza e di redditività”.

Poi l’appello all’Unione Europea affinché lavori su istituti e misure che rendano meno traumatica e meno costosa l’uscita dal mercato delle piccole banche. In altre parole, Bruxelles dovrebbe rivedere il Bail In.

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