Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze
Tonfo del petrolio: è colpa di Trump

Tonfo del petrolio: è colpa di Trump

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Il prezzo del petrolio sta perdendo ampio terreno in seguito alle ultime dichiarazioni di Donald Trump.

Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze

Come sempre il presidente degli Stati Uniti ha lasciato parlare il suo account Twitter. Proprio sul social cinguettante l’inquilino della Casa Bianca si è rivolto all’OPEC, consigliando al Cartello dei produttori di rilassarsi, poiché le quotazioni di greggio stanno salendo in maniera eccessiva.

Il riferimento è all’ultimo round di tagli all’output sanciti in occasione della riunione di fine dicembre, quando i Paesi interni ed esterni all’OPEC hanno tentato nuovamente di risollevare il prezzo del petrolio bilanciando il mercato.

Il prezzo del petrolio è in caduta libera

Nello specifico Donald Trump ha chiesto all’OPEC di rilassarsi e di evitare un eccessivo aumento delle quotazioni. D’altronde il prezzo del petrolio ha guadagnato ampio terreno da metà dicembre (dopo l’accordo sui tagli) ad oggi.

La quotazione del Brent è passata da circa 50 dollari al barile a circa 67 dollari, mentre quella del Wti è salita da quota $42 a quota $57, come si può osservare dal grafico sottostante:

L’impennata delle quotazioni ha suscitato le perplessità di Trump che più e più volte si è scagliato contro le decisioni del Cartello.

“Il monopolio OPEC deve abbassare i prezzi ora! Noi proteggiamo i paesi del Medio Oriente. Loro non sarebbero al sicuro senza di noi, eppure continuano a spingere i prezzi del petrolio verso l’alto. Ce ne ricorderemo,”

aveva affermato il presidente nel corso della disputa contro l’OPEC di settembre 2018.
Cinque mesi dopo poco è nulla è cambiato e Trump è tornato a rivolgersi ai produttori con la richiesta di evitare un eccessivo aumento dei prezzi.

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I guadagni registrati in mattinata in scia ai progressi commerciali USA-Cinasono stati cancellati dal successivo tonfo delle quotazioni.

Il prezzo del petrolio Brent sta attualmente perdendo il 2,23% e sta scambiando su quota $65,62, mentre la quotazione del Wti sta bruciando il 2,43% su quota $55,87.

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