Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze
Di Maio: Noi le infrastrutture le dobbiamo fare! Sono 600 i cantieri fermi per 36 miliardi

Di Maio: Noi le infrastrutture le dobbiamo fare! Sono 600 i cantieri fermi per 36 miliardi

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Cantieri fermi sono 600 Valgono 36 miliardi

Per quanto riguarda le grandi opere bloccate tra piccoli e grandi cantieri si registrano al momento oltre 600 cantieri fermi per un valore complessivo di 36 miliardi. Questi potrebbero divenire 125 calcolando anche le ricadute sull’intero sistema economico nazionale.

Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze

In pratica, lo studio della Filca Cisl riporta i seguenti dati all’interno di uno studio, in cui si legge:

Le opere bloccate tra piccoli e grandi cantieri sono oltre 600, per un valore di 36 miliardi, che diventano 125 calcolando le ricadute sull’intero sistema economico nazionale.

Se ripartissero tutti l’impatto sull’occupazione sarebbe di circa 350 mila posti di lavoro.

Il settore delle costruzioni dall’inizio della crisi ad oggi ha perso 620 mila posti di lavoro. Nello stesso periodo sono scomparse 120 mila aziende.

Il valore dell’edilizia nel Pil nazionale è passato dall’11,5% del 2008 all’8% attuale.

Nello stesso periodo il valore delle costruzioni nel Pil è crollato dal 29% al 17%.

La Tav va fatta, dice il segretario generale della Filca Cisl, Franco Turri, senza siamo fuori dall’Europa.

Venerdì prossimo 15 marzo lo sciopero generale del settore con una manifestazione a Roma.

 

Le parole del Vicepremier Di Maio

Questo è un governo che durerà altri quattro anni.

Abbiamo portato a casa delle battaglie nel primo anno, ma dobbiamo ragionare a trent’anni.

Si dovrà dire che quel processo lo ha avviato il M5S al governo.

Veniamo da 2 giorni non semplici e mi sono ripromesso di non alimentare questo dibattito, ma deve essere chiaro che noi le infrastrutture le dobbiamo fare.

Infrastrutture grandi, medie e piccole, digitali e fisiche.

Con Toninelli dobbiamo incontrare tutti i presidenti di regione e vedere quali sono i punti critici e sbloccare le opere.

C’è sempre questo senso di instabilità del Paese che a volte viene alimentato da esponenti del governo.

L’obiettivo del M5S è dare tranquillità, non deve essere più possibile creare tensioni.

In merito alla TAV Afferma:

Chi ha vinto e chi ha perso?

Non è una partita di calcio, a me interessa dare tranquillità al Paese. Ora ci sono sei mesi per ridiscutere il progetto e tutto quello che dovremo affrontare nei prossimi mesi lo affronteremo, non lo rimanderemo.

In merito al progetto italiano di firmare l’accordo commerciale per la Via della Seta, Di Maio afferma:

Io rispetto le preoccupazioni del nostro alleato, ma se stiamo guardando alla Via per la Seta non è per fare accordi politici con la Cina, è solo per aiutare le nostre aziende a portare il made in Italy, il nostro know-how in un mercato che ce lo chiede.

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