Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze
Fusione Fca-Renault, Elkann: “Operazioni che fanno bene ai due paesi”

Fusione Fca-Renault, Elkann: “Operazioni che fanno bene ai due paesi”

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Una nuova sfida per Fca, questo secondo il presidente John Elkann è l’operazione proposta a Renault. “Queste operazioni si possono fare – dice a margine di un evento in Bocconi ricordando l’operazione con Chrysler – portano benefici a entrambi i paesi”.

Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze

“Dopo un’attento esame dei termini della proposta amichevole di Fca, il cda” di Renault “ha deciso di studiare con interesse l’opportunità di una tale combinazione”. Lo si legge in una nota del gruppo francese in cui si specifica che “ulteriori comunicazioni saranno diffuse a tempo debito per informare il mercato dei risultati di queste discussioni”.

La proposta avanzata da Fca a Renault si sostanzia in una fusione che “rassicura la presenza manifatturiera di Renault e che crea ulteriore valore per l’alleanza“, con Nissan e Mitsubishi. Lo scrive Renault nella nota emessa dopo che il Cda ha esaminato la proposta del gruppo italiano.

Fca ha presentato una proposta per una fusione con il gruppo Renault “per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo”. Secondo i termini della proposta, gli azionisti di ciascuna società riceverebbero una quota azionaria equivalente nella Società risultante dalla fusione. L’aggregazione verrebbe effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese. Il Consiglio di Amministrazione della Società risultante dalla fusione – spiega Fca nel comunicato – sarebbe inizialmente composto da 11 membri con una maggioranza di consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri, 4 ciascuna, in rappresentanza di FCA e Groupe Renault ed uno designato da Nissan. Inoltre, non sarebbero trasferiti i diritti di doppio voto oggi esistenti. Tuttavia, tutti gli azionisti avrebbero la possibilità di acquisire loyalty voting rights dal completamento della transazione nell’ambito di un sistema di loyalty. La Società capogruppo sarà quotata sulla Borsa Italiana (Milano), Euronext (Parigi) e al New York Stock Exchange. La fusione , precisa la nota, non comporterà nessuna chiusura di stabilimenti.

Il governo francese è “favorevole” e “incoraggia” la fusione tra Fca e Renault, anche se aspetta di conoscerne tutte le condizioni. Lo ha detto il portavoce del governo francese Sibeth Ndiaye, secondo quanto riporta Bloomberg. La fusione promuoverebbe “la sovranità economica” dell’Europa, dove “abbiamo bisogno di giganti”. Ndiaye ha ricordato che la scorsa settimana il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha incontrato il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, per parlare dell’operazione.

L’ingresso dello Stato in Fca per bilanciare il ruolo della Francia “potrebbe essere un’idea”. Lo ha detto il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, intervistato da Enrico Mentana su La7. “Tutto andrà guardato con attenzione, questa operazione darà vita al primo produttore di auto al mondo”. “Staremo molto attenti a far sì che un patrimonio della storia italiana sia valorizzato altrimenti interverremo”, ha detto Borghi evidenziando la “piccola anomalia” rappresentata del 15% di Renault in mano alla Francia.

Fca non in apertura riesce a fare prezzo a Piazza Affari dopo la proposta di fusione con Renault, a causa delle pressioni rialziste sul titolo. Dopo l’apertura di Piazza Affari i titoli della casa automobilistica restano in fase di pre-apertura, con un rialzo teorico del 17,3%. Non fa prezzo neppure la controllante Exor che avanza del 13,4%.

“Il cda e io rimaniamo fiduciosi nella nostra strategia indipendente e guardiamo a questa fusione da una posizione di forza avendo chiuso il 2018 con la migliore posizione finanziaria dalla costituzione di Fca”, scrive l’amministratore delegato di Fca, Mike Manley, in una lettera ai dipendenti di Fca. “Anche se non c’è ancora certezza sulla conclusione dell’operazione – prosegue Manley -, puntiamo ad agire il più rapidamente possibile per assicurarci un accordo definitivo con il gruppo Renault”. “Se questa fusione andrà avanti, la nascita della nuova società potrebbe richiedere più di un anno”, afferma l’amministratore delegato. “Crediamo – aggiunge Manley – che i benefici che matureranno da una fusione tra Renault e Fca si estenderanno anche ai partner dell’alleanza Mitsubishi e Nissan. E non vediamo l’ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose”.

Fca stima oltre 5 miliardi di euro di sinergie annuali in aggiunta alle sinergie esistenti nell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. L’aggregazione delle attività – spiega la nota – metterà insieme punti di forza complementari. Il portafoglio marchi fornirebbe una copertura completa del mercato con una presenza in tutti i segmenti chiave dai marchi di lusso e premium come Maserati e Alfa Romeo, Dacia e Lada e includerebbe Fiat, Renault, Jeep e Ram così come i veicoli commerciali.

Il gruppo Renault “conferma di aver ricevuto una proposta da Fca riguardante una potenziale fusione 50/50” tra le due società. “Il Cda di Renault si riunirà questa mattina per discutere la proposta”, si legge in una nota della casa automobilistica francese, che preannuncia “un comunicato stampa dopo la riunione”.

L’aggregazione proposta tra Fca e gruppo Renault porterà alla nascita del terzo più grande costruttore automobilistico con 8,7 milioni di veicoli venduti e una forte presenza di mercato nelle regioni e nei segmenti chiave. Nascerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio dei rispettivi azionisti e degli stakeholder delle società. La società – sottolinea la nota di Fca – risultante diventerebbe un leader mondiale nel settore automobilistico in rapida evoluzione con un forte posizionamento nelle nuove tecnologie inclusi i veicoli elettrici e quelli a guida autonoma. Il nuovo gruppo sarebbe “leader mondiale nelle tecnologie Ev, nei marchi premium, nei suv, nei pickup e nei veicoli commerciali e avrebbe una più ampia e più bilanciata presenza globale rispetto a quella che ciascuna società ha da sola”.

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